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La "Rosa dei venti" nel quadro dell'eversione stabilizzante
Giovanni Tamburino

Magistrato, ha fatto parte del Consiglio superiore della magistratura dal 1981 al 1986. È stato vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati. Nel 1988 fu tra i fondatori del Movimento per la Giustizia, tra i quali Giovanni Falcone. È stato presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma e Venezia, nonché coordinatore nazionale dei magistrati di sorveglianza. Al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Dap dal 1999 al 2005, è stato direttore dell’Ufficio studi e ricerche del Dipartimento e direttore e fondatore, nel 2001, della rivista ufficiale del Dap «Le Due Città».

2016

«La verità non è poi così difficile»
Uno degli scritti più famosi mai apparsi su un giornale inizia con le parole «Io so»: due sillabe passate alla storia. Pasolini le pose all'inizio di un articolo di fondo del «Corriere della Sera» e le spiegò così: «Io so perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile».
Lo scritto è del 14 novembre 1974, due settimane dopo che lo stesso quotidiano aveva dato notizia dell’a rresto del generale Vito Miceli, ex capo del SID. Pasolini nell’articolo non fa nessun nome, tranne quello di Miceli, che definisce «personaggio grigio e puramente organizzativo».
Alla fine di quell'ottobre 1974 l'istruttoria sulla “Rosa dei Venti” aveva maturato un salto di livello nella ricostruzione del fenomeno eversivo sul quale la magistratura padovana indagava da un anno.
La caratteristica peculiare del procedimento era stata di fornire alcune evidenze oggi in gran parte scontate, ma allora clamorose. Era venuta alla luce una catena ascendente che dal piano operativo conduceva a livelli elevati. Il piano operativo era occupato da vecchi gerarchi della RSI, giovani rapinatori, delinquenti comuni, picchiatori, neofascisti e simili.

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La Rosa dei venti nel quadro dell'eversione stabilizzante
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