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Don Luigi Ciotti: «Oggi le mafie sono più forti di prima»
30/08/2023
Evento
Ecco l'intervento che Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha tenuto durante l'incontro delle presidenze diocesane dell'Azione Cattolica (Castel Gandolfo, 24-27 agosto 2023). Il discorso è stato pubblicato nel sito dell'Azione Cattolica Italiana e ripreso da Liberainformazione. «Sono molto grato all’Ac, sono emigrato dal veneto a Torino, la mia famiglia era molto povera. Credo che mi abbia salvato la parrocchia, e credo che mi abbia salvato nell’adolescenza essere in Ac – cosi don Luigi Ciotti, presidente di Libera – Associazione contro le mafie, intervenendo all’Incontro delle presidenze diocesane di Azione cattolica. Credo che mi abbia insegnato molto nell’adolescenza, mi ha dato il desiderio di lasciarmi mangiare dai poveri. Ho imparato grazie a dei punti di riferimento che ho trovato in quegli anni in quella parrocchia, nell’associazione dove sono cresciuto, e oggi nel sacerdozio, che non siamo noi che salviamo e convertiamo, è Dio che fissa gli appuntamenti con la gente. A Dio chiedo di aiutarci a fissare questi appuntamenti. Io credo che Dio ci chieda questo. È per questo che con il Gruppo Abele noi siamo al servizio della gente. Qui sono nati molti Noi, tra cui Libera. Oggi le mafie sono ancora più forti Libera è associazione di associazione e l’Ac fin dalla prima ora ne ha fatto parte. Oggi sono 1600 le associazioni che ne fanno parte e l’Ac ne fa parte dalla prima ora. Tante associazioni diverse, perché c’è bisogno di mettere insieme tutte le nostre forze per diventare una forza. Il problema delle mafie si è globalizzato. Oggi le mafie sono più forti di prima, e sono più forti di ieri nel nostro Paese; ma l’immaginario della gente si è fermato a Capaci. Grazie al sacrificio della gente molte cose sono cambiate, c’è meno sangue, c’è meno avvertimento di violenza, ma loro sono ancora più forti. Nel nostro Paese a fare la differenza è l’indifferenza Oggi nel nostro Paese a fare differenza è l’indifferenza. Siamo passati dal crimine organizzato al crimine normalizzato, perché nella testa degli italiani è diventato uno dei tanti problemi, ed è inquietante perché le mafie si alimentano della droga, che cattura fasce di giovani, nuove sostanze, poteri forti. Lo scandalo di leggi inadeguate, furbe, di parte come quelle sul gioco d’azzardo che mina la vita di tanti. Le mafie sono forti in tante forme, dove annusano che possono investire, loro ci sono. Sono più forti perché ormai viaggiano sul piano dell’alta finanza. Nel nostro Paese siamo fermi a 31 anni fa, siamo andati indietro, loro sono più forti, li troviamo ovunque, in Italia le troviamo fortissime al Nord; restano le forme tradizionali, i grandi boss sono diventati manager, imprenditori, c’è una grande commistione tra la massoneria, i poteri politici e mafia. L’idolatria del denaro e le mafie impoveriscono tutti Allora capite che questa idolatria del denaro, che è molto forte nel nostro Paese, che ci impoverisce tutti, che chiede a tutti uno scatto in più, perché non si uccide solo con le armi. Si uccide bloccando una serie di politiche e servizi di opportunità per le persone. Non possiamo dimenticarci che finché non ci sarà una presa di coscienza collettiva delle gravi ricadute della peste corruttiva sulla vita di ciascuno non si faranno veri pasi avanti. Deve esserci uno scatto da parte di tutti, ognuno per la propria parte, che comincia dalla voglia di conoscenza, della consapevolezza, della corresponsabilità. Le persone più pericolose sono i neutrali Ma le persone più pericolose sono i neutrali. Aveva ragione don Tonino Bello quando diceva: “Non mi serve sapere chi sia Dio, mi basta sapere da che parte sta!” Questo è un tempo difficile, ma a Dio nulla è impossibile. Noi dobbiamo estirpare il male alla radice, noi tagliamo l’erba in superficie. La missione della Chiesa è essere coscienza critica e voce propositiva di valori più alti e vitali. Noi dobbiamo essere coscienza critica di questi valori e voce propositiva. Contro le mafie dobbiamo sentirci con-sorti Il Vangelo è strumento di giustizia. Vi sono momenti in cui tacere è una colpa e parlare è un obbligo, un imperativo categorico al quale non possiamo sottrarci, perché la nostra libertà è figlia della giustizia che sapremo conquistare. Dobbiamo sentirci con-sorti. Dobbiamo impegnarci tutti. Non basta delegare. Facciamolo di più insieme. Quando è necessario non si può tacere, impegniamoci perché la politica si riappropri della speranza, perché è nata per dare dignità alle persone. Intendiamo la politica come servizio, perché vinca la forza della legge. Parlano di ponti ma costruiscono muri Anche se da noi – diciamolo – certe leggi che abbiamo calpestano le persone. Come quella sui migranti che è davanti agli occhi di tutti. Come le ONG che sono costrette a portarli lontani. Mentre qualcuno vuole fare ponti, ma in realtà costruiscono muri, stanno respingendo. Dobbiamo dirlo, perché tocca anche a noi vigilare, alzare la voce. È pericoloso quello che sta avvenendo sull’autonomia differenziata. Non si può affrontare lo scandalo della povertà promuovendo strategie differenziate, non può esserlo perché la libertà è un bene comune, perché le libertà devono essere uguali per tutti secondo la nostra Costituzione. Vigiliamo perché la politica non sia ambizione e poltrone Dobbiamo vigilare perché la politica non resti ambizione e poltrone. Ci sono persone non degne di rappresentare la sacralità delle istituzioni. Dobbiamo rendere visibile il nostro amore per Dio nelle scelte quotidiane, amore richiede umiltà e sacrificio, responsabilità e impegno. Un mondo in cui l’amore sia inseparabile dalla volontà di giustizia. Non è vero che i giovani non ci sono. Ci sono e hanno bisogno di esser ascoltati e riconosciuti. Vanno ascoltati e riconosciuti. Bisogna dotarli degli strumenti necessari per realizzare le loro capacità. Hanno bisogno di politiche che valorizzino, che gli diano strumenti. Dalla scuola al lavoro, che sono priorità di una società aperta al futuro. La domanda forte è quella di essere ascoltati, chiedono, hanno il bisogno di autenticità, di credibilità, di giustizia. Hanno fame di relazioni autentiche, hanno bisogno di luoghi di incontro, confronto, opportunità. Hanno bisogno di un dialogo intergenerazionale, devono sentirsi presi sul serio. E noi dobbiamo aiutarli a resistere, a non perdersi di animo». Il discorso in pdf (124 KB)
Bologna | Il programma del 43° anniversario della Strage
28/07/2023
Commemorazione
A Bologna, nella giornata del 2 agosto 2023, staffette, corteo, manifestazioni sportive, concerti e numerose altre iniziative per non dimenticare la Strage alla Stazione del 2 agosto 1980. ore 6.30-8.30 Parco della Montagnola - Piazza VIII Agosto Arrivo da tutta Italia delle staffette podistiche Per non dimenticare il 2 agosto 1980 e delle staffette ciclistiche. ore 8 -13 Stazione Centrale - Piazza Medaglie d'Oro - Stand Poste Italiane Annullo filatelico speciale. ore 8.20 Cortile d’Onore di Palazzo d'Accursio - Piazza Maggiore 6 Il Sindaco incontra i familiari delle vittime della Strage alla stazione di Bologna insieme alle massime autorità. ore 8.50 Piazza Nettuno (concentramento entro le ore 8.30) | Partenza del corteo. Il percorso fino alla Stazione Centrale è tracciato dall’installazione dei Sampietrini della memoria, su cui sono incisi i nomi e le età delle 85 vittime della strage del 2 agosto 1980. ore 10 Stazione Centrale - Piazza Medaglie d'Oro Intervento del Presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Paolo Bolognesi. ore 10.25 Triplice fischio del treno e minuto di silenzio in memoria delle vittime. Conclude il Sindaco di Bologna e della Città metropolitana Matteo Lepore. ore 10.50 Deposizione di corone presso la sala d’attesa alla presenza dei Gonfaloni del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna. A seguire | Primo binario - Stazione Centrale - Piazza Medaglie d’Oro Deposizione di corone al cippo che ricorda il sacrificio del ferroviere Silver Sirotti, deceduto nella Strage del treno Italicus. ore 11.25 Piazzale Ovest - Stazione Centrale - Piazza Medaglie d’Oro Partenza del treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro. Deposizione di corone alle lapidi che ricordano le vittime degli attentati ai treni Italicus e 904 Napoli-Milano. Interventi del Sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni, della rappresentante dell'Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage sul Treno Rapido 904 del 23 Dicembre 1984 Giada Ghelfi e di un rappresentante della Città metropolitana di Bologna. ore 11.15 Chiesa di San Benedetto - Via dell’Indipendenza 64 Santa Messa celebrata da Mons. Stefano Ottani, Vicario Generale per la Sinodalità. ore 11.30 CO.TA.BO. - Via Stalingrado 61 Deposizione di corone al monumento in ricordo dei tassisti deceduti il 2 agosto 1980. dalle ore 16 Centro Sportivo Biavati - Via William Shakespeare 33 Lo sport ricorda, quadrangolare di calcio fra le squadre: Comune di Bologna, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), FER (Ferrovie Emilia Romagna), CO.TA.BO. (Cooperativa Taxisti Bolognesi). ore 21.15 Piazza Maggiore Concorso Internazionale di Composizione “2 agosto”, giunto alla sua 29° edizione, dedicata a partiture per orchestra, senza strumenti solisti. Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Direttori d’orchestra: Jaume Santonja, per la prima parte del concerto (esecuzione dei tre brani vincitori) Donato Renzetti, per la seconda parte (esecuzione di Messa da Requiem di Giuseppe Verdi). Il concerto sarà trasmesso in diretta su Rai 5 e Rai Radio 3. Il programma in pdf
Museo per la memoria di Ustica | A 43 anni dalla Strage
27/06/2023
Anniversario
L’Associazione Parenti delle vittime della Strage di Ustica mette in programma a Bologna (dal 27 giugno, 43° anniversario della Strage, al 10 agosto 2023) una serie di iniziative, come da anni, tramite il Museo per la Memoria di Ustica (realizzato grazie alla determinazione dell’Associazione): per tornare a discutere, oltre che a ricordare, la Strage di Ustica, come scrive la presidente dell'Associazione Daria Bonfietti, presentando il calendario delle iniziative: «Ancora un Anniversario attorno al Museo per la Memoria di Ustica e ancora pressante la domanda: chi, all’interno di un episodio di “guerra aerea non dichiarata”, ha abbattuto il DC-9 Itavia, dando la morte a 81 cittadini innocenti? Aspettiamo la risposta dalle indagini aperte nel 2008 dalla Procura della Repubblica di Roma, dopo che il Presidente Cossiga ha apertamente accusato i francesi, ma le indagini languono, ostacolate dalla mancanza di collaborazione internazionale che il nostro Paese ha accettato, negli anni, troppo supinamente. Come da anni, con l’impegno di stringerci nel ricordo delle povere vittime e come impegno per la Memoria, saremo attorno al Museo per la Memoria di Ustica, che vogliamo sia sempre più centro culturale per la città, punto di incontro, con qualificate esperienze nei più diversi campi. Oggi possiamo ben dire che la presenza di visitatori, di studenti, di cittadini italiani e stranieri continua ad aumentare, sfioriamo già le 10 mila presenze nei primi 5 mesi di questo 2023. Presentando gli spettacoli mi sento di esprimere la mia soddisfazione e il ringraziamento per il programma che abbiamo messo insieme. Avremo una serata con musiche originali elaborate ed eseguite dai giovani del Conservatorio Martini; un contributo dal mondo della scuola che sottolineo, ma che non deve nascondere contrarietà – anche in questa occasione – per la mancanza di attenzione, collaborazione, del nuovo Governo Meloni. Il Miur non ha provveduto a rendere operativa la Convenzione che per anni ha permesso significative presenze delle Scuole Superiori nel nostro cartellone, frutto di percorsi didattici approfonditi tra Memoria e Storia. Ancora per la musica: continua la collaborazione con il Bologna Jazz Festival che sarà con noi in una serata di indubbio spessore che vorrà ricordarci la tragedia della guerra in Ucraina. Saranno due le serate di teatro che nascono proprio a partire dalle suggestioni suscitate dal Museo e dalla vicenda Ustica: 42+1 e Il linguaggio degli oggetti; dobbiamo essere grati a Luca Bottura e ad Ateliersi per aver accettato le nostre sollecitazioni. Come siamo grati a Marco Baliani per Del coraggio silenzioso e a Mariangela Gualtieri per Piccole e grandi ombre, che ritornano con la loro grande capacità artistica attorno al Museo. E all’interno proprio del Museo, come risultato della stretta collaborazione con il Mambo, sarà ospitata l’installazione Evidenza di reato dell’artista francese Thomas Terluai. Rimane l’impegno per il ricordo di Christian Boltanski. Per l’Associazione ha realizzato l’immensa istallazione che dà futuro alla Memoria dei nostri cari ed è stato sincero amico nel tempo; lo ricorderemo proprio il 14 luglio, a due anni dalla sua scomparsa, con la proiezione di due prodotti della Rai (che ringraziamo per l’attenzione) e con la significativa presenza di Annalisa Rimmaudo del Centre Pompidou. Il 27 giugno, proprio nella serata della Strage, faremo i conti con la Storia, con un radio racconto condotto da Massimo Cirri, Ustica e gli anni ’80, che partendo degli atti del convegno pubblicati da Manni Editori e promosso dall’Associazione, metterà a confronto storici con protagonisti del tempo». Il programma completo degli eventi
Premio nazionale "Luigi Di Rosa" | X edizione, la premiazione
24/06/2023
Concorso
A Sezze (LT), sabato 24 giugno 2023, alle ore 17, nell'auditorium "San Michele Arcangelo", si tiene l'incontro finale con la premiazione dei vincitori della X edizione del Premio nazionale di storia contemporanea "Luigi Di Rosa". Luigi Di Rosa, studente, fu ucciso a Sezze il 28 maggio 1976 dopo un comizio di un parlamentare del MSI. Durante l'incontro, si terranno una tavola rotonda e la presentazione dei volumi L'affaire 7 aprile (Einaudi "Storia", 2023) di Roberto Colozza; La strage di Bologna, i Nar, i mandanti e un perdono tradito (Feltrinelli, 2023) di Paolo Morando. Moderano Ermanno Taviani (docente dell'Università di Catania) e Rino Caputo (Docente dell'Università Tor Vergata di Roma). Il premio intitolato a Luigi Di Rosa è bandito dall’Associazione culturale no-profit Araba Fenice di Sezze (LT), con il patrocinio e la collaborazione del Dipartimento di Scienze storiche, filosofico-sociali, dei Beni culturali e del Territorio (ex Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Presidente onorario del Premio è Mariella Di Rosa, sorella di Luigi. L'associazione Araba fenice ha creato anche, accanto al premio, il Centro studi di storia contemporanea "Luigi Di Rosa", che promuove studi, ricerche e raccolta di materiali scritti, fotografici e audiovisivi riguardanti l'uccisione di Luigi e il contesto storico degli anni Settanta del Novecento.
Mario Amato: a 43 anni dall'omicidio, Roma ricorda
23/06/2023
Commemorazione
Giovedì 23 giugno 2023, a Roma, nel quarantatreesimo anniversario dell'omicidio del Magistrato Mario Amato, si tiene una cerimonia di commemorazione presso la stele deposta in suo onore nel luogo dell’attentato, in viale Jonio 272. L'evento inizierà alle ore 10.30 con la deposizione di una corona da parte del Comune di Roma con interventi di: Paolo Marchionne, Presidente del Municipio Roma III, Salvatore Filippo Vitello, Avvocato generale della Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma, Marco Damilano, giornalista, Paolo Bolognesi, Presidente dell'Associazione familiari vittime della strage del 2 agosto 1980 e Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale. «Nei primi giorni del 2010 su iniziativa di alcuni cittadini del Municipio Roma III si è costituito il Comitato per la commemorazione del giudice Mario Amato, nella ricorrenza del trentesimo anno dal suo omicidio. Elemento di coagulo è stata la volontà di creare una testimonianza visiva di quanto accaduto il 23 giugno del 1980. Testimonianza dovuta sia a chi ha perso la vita per assolvere il suo dovere istituzionale sia alle generazioni future, affinché non si perda la memoria di ciò che è stato, anche all’interno del Municipio Roma III, in cui il giudice per tre anni ha vissuto i suoi affetti, le sue relazioni sociali e dove ancora oggi vive la sua famiglia. Con il supporto istituzionale dell’allora Consiglio del IV Municipio e della Sovrintendenza dei Beni Culturali del Comune di Roma, il progetto si è concretizzato in una stele commemorativa, opera dell’artista Antonio Di Campli, installata nel luogo dove avvenne l’assassinio e fatta con la stessa Pietra della Maiella utilizzata per le sculture che ad Ari, Paese della Memoria, ricordano e onorano chi si è sacrificato nell’adempimento del proprio dovere» (Francesco Avallone, Presidente Comitato promotore). La brochure